Sale la rata del mutuo: ecco perché (e quando)

Previsioni in aumento per Eurirs ed Euribor. Ecco che cosa può succedere ora a chi ha già acceso un mutuo

Sale la rata del mutuo: ecco perché (e quando)

Con la prevista crescita dell'inflazione, oltre che lievitare i costi delle bollette s'incrementano anche le rate dei mutui: i tassi fissi valicano nuovamente, come non accadeva dal 2019, la soglia dell'1%.

Nel mese di ottobre l'indice dei prezzi al consumo nei Paesi dell'Ue è arrivato al 4,1% su base annua (+ 0,4% rispetto a settembre), tornando ai livelli del 2008. Secondo Il Sole 24 Ore al momento si tratta di "inflazione da offerta", motivata cioè da una temporanea carenza di alcune materie prime, per cui gli investitori sono convinti che verrà in maggior parte riassorbita. Il timore è che ciò non accada per una parte di essa, tanto che la cosiddetta "break even inflation" (l'inflazione attesa nei prossimi 5 anni e per i successivi 5) sarebbe salita al 2,08%, cioè ai livelli del 2013. Gli esperti ipotizzano che la Bce possa di conseguenza puntare ad un innalzamento dei tassi.

Il problema reale è che tutto questo teorizzare sta spostando i tassi interbancari, specie gli indici Eurirs, ovvero quelli di riferimento per chi punta ad un mutuo con tasso fisso: agli inizi del 2021, infatti, Eurirs a 20 anni si trovava a – 0,02%, mentre ora è quasi allo 0,5%. Il Taeg di un mutuo da 160mila euro a 20 anni per un appartamento di 200mila euro arriva oggi all'1,17% (livelli di fine 2019), stando alle offerte registrate da Mutuisupermarket.it. Sono le stesse banche a pensare ora di tentare di evitare un peggioramento della situazione, puntando a contrastare il lento ma costante incremento degli Eurirs con la riduzione dei margini. "Da agosto ad oggi abbiamo assistito al continuo aumento degli indici Eurirs di circa 30 punti base", spiega l'ad di Mutuisupermarket.it Stefano Rossini. "Contestualmente le banche, in riferimento ai mutui prima casa hanno parzialmente assorbito questo aumento riducendo i propri margini ricaricando uno spread decrescente dallo 0,39% di agosto allo 0,28% di ottobre".

La tanto decantata ripresa economica, quindi, avrà addirittura un impatto negativo, dato che a schizzare verso l'alto, spiega l'esperto, sarà l'inflazione: "La Bce, con l'obiettivo di stabilizzare l'aumento dei prezzi al 2%, gradualmente invertirà la sua politica monetaria espansiva, riducendo iniezioni di liquidità sul mercato e aumentando, a tendere, il costo del denaro". Euribor ed Eurirs saliranno inevitabilmente, facendo crescere il costo dei mutui.

Previsione al rialzo, quindi, anche per i mutui a tasso variabile, anche se non nell'immediato: gli Euribor sono sottozero da oltre 5 anni, e tale soglia dovrebbe permanere, secondo le previsioni, fino a settembre 2023. Quello con scadenza 3 mesi (oggi al – 0,55%) potrebbe salire fino al – 0,25% nel 2022 e tornare in territorio positivo (+ 0,03%) nei mesi finali dell'anno successivo, ma si tratta per ora solo di ipotesi.

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